Un Art Journal per voi – An Art Journal for you

 Vi presento oggi un progetto che mi sta molto a cuore, a cui ho lavorato per mesi tra alti e bassi, momenti in cui mi ripetevo che ero folle e nessuno avrebbe capito questo nuovo prodotto, momenti di entusiasmo, momenti in cui continuavo a disegnare e non sapevo nemmeno perché… Chi mi ha seguito in questo anno conosce il mio Art Journal. L’idea è semplice: metterlo a disposizione di tutti, dare la possibilità anche a chi non ama disegnare o non ha tempo e idee, di
avere il proprio diario. Un diario artistico personalizzabile, da riempire con i vostri pensieri, lo scorrere dei vostri giorni, con i colori delle vostre giornate, con scarabocchi e piccoli ritagli, da organizzare e gestire come preferite.
Today I’m sharing with you a project that is really important for me. I’ve been working on it for a long time, between highs and lows, telling my self that it was a great idea, or that I was completely mad, depending on the mood… Those who followed me through this year know my Art Journal. The idea is simple: create an Art Journal for everyone, especially for those who don’t like to draw or have no time or ideas; a very personal artistic diary, to fill up with your thoughts, with your life, the colours of your days, with doodles and scraps, a diary that you can organize and manage as you like.

 

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Undiario da realizzare per sé ma anche da stampare in più copie e regalare. Un regalo davvero conveniente (vi basterà acquistare il file una sola volta) e originale (mai visto un Art Journal stampabile prima d’ora?), un invito a vivere un anno in maniera speciale. Ho visto brillare gli occhi delle persone a cui l’ho regalato a mia volta, anche le più insospettabili, e mi sono convinta che in tanti abbiano voglia di buttarsi e provare ad avere un diario così… come regalarlo, dite? Io l’ho messo in cartelline colorate, ma potete rilegarlo, metterlo in un quaderno ad anelli, in un libro, arrotolarlo e legarlo con un bel nastro (e una pallina di Natale!). Può essere un piccolo pensiero, o il biglietto speciale per un grande regalo.
An Art Journal for you, but also a great gift: convenient (you just need to buy the file once), original (have you ever seen a printable artistic diary before?), an invitation to live the next year in a very special way. A lot of people I would have never expected to were so enthousiastic as they received it from me, and now I know for sure that so many people would be so happy to be invited to this adventure… how can you give an Art Journal? I used some coloured paper folders, but you can bind it, put it in a book, roll it and
close with a coloured ribbon (and a Christmas decoration!). It can be a small sweet gift, or a special ‘card’ to accompany a big present.

 

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È ovvio, che questo è anche un modo per sostenere il mio lavoro, è il motivo principale per cui ho scelto un prezzo molto basso (cinque euro, da cui detrarre i costi di Etsy e la percentuale di vendita). Non posso lamentarmi di come sono andate le cose quest’anno, e ringrazio tutti quelli che mi hanno sostenuto e i clienti che sono tornati più di una volta, una grandissima soddisfazione.
Allo stesso tempo non ho coperto grandi numeri, e vorrei poter fare di più. Chi si mette in proprio e lavora per se stesso ha bisogno di sostegno, e non solo a parole. Ho sempre ripetuto che è importante acquistare dai vostri creatori preferiti: noi non siamo multinazionali, e ogni singola vendita è una spinta in più a continuare a provare. Ci vuole tanto tempo per creare, tempo per fotografare, gestire il negozio, informarsi, studiare, gestire i social, è dura stare dietro a tutto. Chi ha un negozio online lo sa, gli altri meno.
Of course, this is also a way to support my work, and this is the main reason why I decided for a low price (five euros minus Etsy’s expenses and percentage). I can’t complain about my year, and I want to thank all the customers who supported me, and those who came back to my shop for more, it’s a great satisfaction.
At the same time I didn’t cover big numbers, and I would like to reach more people. Who decides to get self-employed and to work for his art needs support, and not only congratulations. I’ve told you so many time that it is important to buy from your favourite artisans: we are no big company, and each and every single sale is an incentive to go on and keep on trying. It takes so much time to create, to take pictures, to manage the shop, keep informed, study, promote your business. It’s hard to keep everything going. Who has an online shop knows it very well, most don’t.

 

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 Si tratta di realizzare un sogno, e io voglio credere che valga tutto l’impegno, il tempo, gli investimenti che ci ho messo.
Io per prima compro e regalo handmade, e aiuto a far conoscere i creatori che se lo meritano. Se credete in me e nel mio lavoro, vi aspetto in questa folle impresa artistica che vi accompagnerà per un anno. Datemi una possibilità. Credetemi, non resterete delusi.
 It’s about making a dream work, and I want to believe that it is worth all the efforts, time and investment I put in it. I am the first one who buys handmade products, for me and for my friends, promoting the artisans I love. If you believe in me and in my work, let the Art Journal accompany you through a very special year. Give me a chance. I won’t disappoint you.

 

L’art Journal di ottobre e le nuove foto – The Art Journal of October and the new pictures

L’anno giunge lentamente alla conclusione, e io comincio a guardarmi indietro per capire dove voglio andare. Trascino l’Art Journal per completare un progetto che ho iniziato a gennaio e di cui avevo bisogno, ma so già che il prossimo anno occuperò quel tempo disegnando libera dal registro dei miei giorni.
Ci sono pochi colori nelle mie pagine di ottobre, va bene così, sono contenta che stia arrivando l’inverno. Mi piace l’oscurità e il freddo, mi piace prendermi una pausa dalle giornate di sole. Ho sempre pensato di non amare l’inverno, invece ora mi accorgo di riuscire ad ‘accordarmi’ alle stagioni, come fossi un violino.
While the year slowly fades away, I begin to look back to choose my next path. I keep on working, lazily, at my Art Journal, to complete a project I started in January and I know it was really good for me. Next year, I will leave it aside and dedicate more time to images not linked to my diary.
There are not so many colours in my pages of October. That’s fine. I’m glad winter is coming. I like dark and cold, I like to take a break from the warm sunny days. I never really loved winter, but with the time I learned to tune myself in to the season. Like a violin.

 

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E mentre scandivo le stagioni, quest’anno ho davvero fatto un sacco di passi avanti. Lo capisco perfettamente quando succede, è come riordinare gli ingranaggi di un orologio: ho trovato una nuova combinazione, che funziona. Avevo bisogno dell’Art Journal perché così ho scoperto il mio stile (me lo scrisse Daniela in un commento, che avevo trovato il mio stile. Io ho alzato gli occhi, guardato il mio disegno, e pensato ‘è vero’). La mia calligrafia è sempre stata piccola, e quando ho cominciato a dipingere casette ho trovato il modo di esprimere la mia propensione per i dettagli. E in questi ultimi giorni, gettando finalmente alle spalle i manuali del perfetto venditore, mi sono finalmente decisa a fotografare le mie creazioni là dove nascono, tra i miei appunti.
And while my life was punctuated by the seasons, I can see this year I took a lot of steps further. I can easily notice when this happens, it is like putting back in place the gears of a clock: I found the right combination, it works. I needed the Art Journal because it helped me to find my own style. My handwriting was always really small, and when I started to paint my little houses I found the way to express my aptitude for details. And finally, in these days, I gave up the ‘perfect sellers’ manuals and decide to take pictures of my creations on my desk, there where they were born.

 

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Le mie foto, finalmente, raccontano una storia. Come sono, cosa faccio. Dove prendono vita le mie creazioni, che si staccano dal foglio e prendono altre forme. Le mie foto ora parlano alle persone giuste. Ne sono sicura. Il problema è che quando si fanno i primi passi là fuori, nel mondo del commercio online, si cerca sempre di ascoltare chi ne sa di più. A noi artigiani parlano continuamente di format ideali, branding, SEO, business plan e di target, e esistono tanti di quegli articoli e tante di quelle discussioni da perdere la bussola e non ricordarsi più perché si è lì.
Ma, come dovrebbe succedere in ogni scuola, l’allievo arriva al punto di saturazione. E allora prende quello che ha imparato e lo piega alle sue necessità.
My pictures, finally, tell a story. What I am, what I do. How my imagination takes shape. And I’m sure they’re finally talking to the right people. The problem is that when you take your first steps out there, in the world of the ecommerce, you’re listening to a lot of voices. People have a lot to teach you about formats, branding, SEO, business plans and targets, and there are so many discussions going on and so many articles, that the risk is to forget what you’re doing out there.
But, like it should happen in every school, the student eventually gets to the ‘saturation point’. That’s the moment when he takes what he learned and forces it to bend to its needs.

 

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Se vi va, ve lo racconto com’è questo mio cliente-target. Si chiama Nobody, perché ha fregato il nome da un libro che gli è piaciuto, e così non so se sia uomo o donna. Ha bisogno di leggere, ha bisogno di tempo in casa, ha bisogno di tempo nella natura, non ama le grandi città.
Ha bisogno di silenzio e di scrivere appunti, di scarabocchiare. Ha circa quarant’anni, ha degli hobby: modellismo, ricamo, la lenta cottura delle marmellate. È una persona che conosce il tempo che richiedono le cose.
Ha la piccola vanità di voler collezionare oggetti che lo ispirino, di crearsi un piccolo tesoro di cui ha selezionato con cura ogni pezzo, e che appartiene solo a lui. Ama l’arte e il vintage, e non importa che gli oggetti abbiano un utilizzo. Li espone a momenti, senza bisogno di bacheche, li sposta e li chiude nei cassetti, per poterli sbirciare in silenzio…
Would you like to know, how’s my target customer, then? His name is Nobody – he stole this name from a book he loved, so I can’t be sure if he’s a man or a woman. He needs to read, to spend time at home, to spend time in the
nature, he doesn’t live in big cities.
She needs silence, she needs to take notes and doodle. He’s around forty, he has more than one hobby: perhaps he’s a collector, or he loves embroidery, or he loves to make marmalades at home. She knows how much time it takes to create a thing.
He has this weird idea of collecting inspirational objects, special things he selected with care and constitute his personal treasury. She loves art and vintage, and it doesn’t really matter if these things are not useful.
He displays his treasures from time to time, out of showcases, moves them to one place to another, keeps them safe in his drawers…

 

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Ancora due parole: grazie Gioconda.

 

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Art Journal: Agosto – August

 

In questi giorni ho scoperto un’atroce verità, che le mamme più navigate di me conoscono benissimo: che anche con i bambini all’asilo il tempo a disposizione è pochissimo. L’orologio comincia a ticchettare dal momento in cui apri gli occhi e non ti lascia più: marmellata, succo, caffè – dove ho messo il caffè?! – vesti lui, vesti lei, carica la bici, asilo uno, asilo due, rientro a casa. Se va bene sono le nove e ho tre ore e mezza prima di dover tornare a riprenderli. Più mettici la nostra biancheria, quella dell’asilo, gli incontri genitori, le torte di compleanno, le magagne burocratiche; ho l’impressione di avere meno tempo di prima.
Sono in piena sindrome da Bianconiglio, e ho scoperto che in questi tre anni ho disimparato a organizzarmi. Ho rispolverato agenda e bigliettini nella speranza che mi aiutino a riemergere dallo stato di confusione… e voi intanto abbiate pazienza, e perdonatemi se ancora non vi ho risposto ai commenti! Ritroverò un equilibrio prima o poi… giusto?!
Since the kids started with the kindergarden – both of them, finally I found out that in these three years I forgot how to keep myself organized. The clock is always ticking and I have a serious White Rabbit syndrome… be patient, I swear that sooner or later I will be able to answer your comments!

 

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Art Journal: Luglio – July

L’anno ricomincia a settembre. Capodanno è solo una data, mentre il tempo dei grossi cambiamenti, il tempo dei nuovi propositi è questo, mentre il cielo si fa un po’ più scuro e l’aria più fredda, mentre si pedala affannosamente per la città in cerca di nuovi ritmi.
Quest’anno per noi è diverso: per la prima volta avrò entrambi i bambini all’asilo, e un poco di spazio per me la mattina. Pedalerò presto al mattino, porterò il piccolo pedalando a destra, la piccola pedalando a sinistra oltre il ponte, forse avrò qualche commissione, tornerò a casa. Sul tavolo i miei quaderni di tedesco, fogli, sassi e colori, il computer sempre accesso. So già che il tempo non sarà mai abbastanza, ma farò del mio meglio.
So many changes for my family this year, and so many things I plan to do – and I will do! At the first place improving my shop, and my German skills, too! Let’s see where I am an year from now…
In the meantime I must catch up with the pages of my Art Journal, I didn’t show you my July yet… and August is coming soon, stay tuned.

 

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Ci sono cose che voglio fare, che voglio riuscire a fare. Migliorare il mio tedesco, per vivere meglio e offrirmi nuove opportunità. Provare per anno a vedere se veramente il negozio funziona (anzi, i negozi), e tra un anno saprò dirvi se questa mia passione per la pittura in miniatura sarà un fiume o uno dei tanti torrenti che percorrono la mia vita. Mi sto dando tempo e mi sto dando delle scadenze. Come è giusto che sia.

 

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Mammabook resta nella mia agenda. Qui tutto è nato, e non ho intenzione di dimenticarmene.
Certo, come avrete notato ho rallentato la scadenza dei post, in attesa di scoprire quali saranno i nostri nuovi ritmi. Non è il caso di preoccuparsi. Nei prossimi mesi continuerò a mostrarvi il mio Art Journal, a parlare di Handmade, scriverò ancora articoli riguardanti le vostre idee raccolte nella cartella Pinterest di Riciclo Creativo per Bambini, e darò la precedenza alle idee che mi frullano in testa e che potranno tornarvi utili come regali fai da te.
 

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Spero di avervi con me in questi mesi. E intanto sarà meglio che mi metta in pari… ancora non vi avevo mostrato il mio Art Journal di giugno! E presto arriverà quello di agosto, dedicato ad Alice nel Paese delle Meraviglie come alcune delle mie ultime creazioni

 

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Art Journal: Giugno – June

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Per voi che mi chiedete sempre cosa scrivo nel mio Art Journal questa volta ho aggiunto d’istinto una
frase, nel mare, più grande delle altre:

 

“E la domanda è: quanto di quel
che è nella nostra testa esiste davvero?”

 

Fifth page for my artistic diary: is everything that is inside our head real?

 

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La ragazza sogna e non si accorge dei mostri sott’acqua, oppure è lei con i suoi sogni a trasformare l’acqua in animali marini? I polipi che si son mangiati le onde sono buoni o cattivi? Io l’ho disegnato, e non lo so.

 

Is the girl dreaming not noticing the monsters underneath the boat, or are the sea animals created by her dreams? Are the octopus who ate the waves evil or good? I drew it, and I don’t know.

 

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Per scorrere all’indietro le pagine del mio diario, segui questo link.
To see all pages of my Art Journal follow this link.

 

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