Gli uomini della foresta – The Waldmenschen

Che sia Friburgo a ispirarmi molto alla pittura e poco alle parole? È la prima volta nella mia vita, che ho la sensazione di essere capitata nel posto che stavo cercando. Una città non troppo grande, non troppo piccina, dove è facile trovare il proprio spazio.
The beautiful wooden sculptures that you can see in this page are located in the woods, a little outside Freiburg. They’ve been created by Thomas Rees, and it is a wonderful experience to wander in the forest and meet them: dragons, dancing trees, the Death riding a horse. I was as excited as my kids.
This are the first pictures I share with you of my new home, Freiburg, and they won’t be the last. This place is so beautiful, it feels like a dream.

 

 Waldmenschen1

 

Io, perlopiù, vivo lo spazio dei bambini: i tanti parchi, i giochi, le attività. Quando sono sola lavoro da casa, gettando un occhio di frequente alla foresta nera. Di solito dipingo e ascolto. Forse, a guardare le mie casette, penserete che ascolti musica classica. La verità è che mi informo, che ascolto cose serie. Guardar fuori e tracciare linee con il pennello forse mi aiuta a gestire tutte queste notizie, tutti questi pensieri.

 

Waldmenschen2

 

Waldmenschen4

 

Non viene molta voglia di scappare di qua. E in ogni caso Friburgo offre vie di fuga a portata di tram o di bicicletta, non c’è bisogno di andar lontano. Laghi, verde. E in questi mesi una mia cara amica sta soggiornando qui, lavorando in una fattoria biologica e esplorando i dintorni. Devo a lei molte scoperte degli ultimi tempi, come i Waldmenschen state vedendo nelle foto.

 

Waldmenschen3

 

Waldmenschen6

 

I Waldmenschen sono statue intagliate nel legno, opera di Thomas Rees e del suo laboratorio, che s’incontrano semplicemente
passeggiando nel bosco. Ci siamo trovati davanti alberi danzanti, draghi altissimi, la morte a cavallo. Senza troppe parole, come piace a me, ormai l’avete capito. Il contesto basta a spiegare tutto, ero entusiasta quanto i miei bambini.

 

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Waldmenschen8

 

Pensando agli alberi che prendono vita, al sole che sa far capolino almeno un minuto nelle giornate di pioggia, agli alberi affogati nella nebbia al mattino, l’unica frase che mi ronza in testa dal mio primo risveglio qui è ‘Friburgo non esiste’, facendo il verso a Queneau. Ho sempre l’impressione di stare sognando.

 

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La fatina del ciuccio e altre storie – A fairy and other tales

Quest’anno non ho preso impegni fotografici come ho fatto l’anno scorso con il Progetto 52, e devo ammettere che un po’ mi manca poter ripercorrere i mesi all’indietro seguendo le immagini. Per il prossimo anno devo trovare un ritmo più regolare e naturale per il blog, dove si possano conciliare tutti gli argomenti che tratto: Art Journal, creazioni, riciclo creativo, ricette e attività per bambini… ci vorrebbe quasi un secondo blog!
Back from a wonderful relaxing holidays in Emilia-Romagna, with a few words and a lot of images and sensations. It was so wonderful to discover some beautiful unexpected places such as Carpi and the Lago Santo, to enjoy my family and some time off just painting… And the fairy who took my daughter’s pacifier some months ago to replace it with a beautiful woollen cat came to visit us, and left some of her beautiful creations. But I forgot to give her the pacifier at the end! She must come back, doesn’t she?

 

Uccellini

 

Insetto

 

 Fuoco

 

Panni

 

JackSpugna

 

Oggi torno con piacere alla fotografia, anche perché per raccontarvi la nostra vacanza in Emilia-Romagna le parole sarebbero inutili. Mi ha fatto bene staccare, e questa volta ho letteralmente staccato la linea – non so se accade anche a voi, ma quando ci si deve promuovere sui social si rischia di farsi travolgere – ho dipinto, viaggiato, goduto della famiglia e della solitudine (in mansarda, colori alla mano), raccolto legna e acceso il fuoco come piace a me un milione di volte. Ho scoperto quasi per caso l’atmosfera di De Chirico nella bellissima Carpi, passeggiato lungo il Lago Santo, e incontrato la fata che qualche mese fa ha rubato il ciuccio alla mia bambina per sostituirlo con una gatta in lana cardata alta quanto lei.

 

Carpi1

 

Carpi2

 

Carpi3

 

LagoSantofontana

 

LagoSanto

 

LagoSanto

 

LagoSantoalberi

 

Ho sempre un po’ di timore a incontrare dal vivo persone con cui ho creato un bellissimo rapporto virtuale. Non sono rimasta delusa anzi, il tempo è stato davvero troppo poco. Qualche meraviglia del mondo di Pupillae è rimasta con noi, qualche casetta è partita con lei – però ho finito per dimenticarmi di consegnarle il ciuccio della piccola. Bisognerà davvero che la fatina torni a farci visita, non trovate?

 

 MariaAntonietta

 

Pimpipessa

 

Casadellefate

 

Casettebianche

 

Casinedipietra

 

Portacandela

 

L’ultimo Carnevale – The last Karnival

Sarà stato un segno del destino che non ci sia stato verso di anticipare il trasloco e che il nostro ultimo fine settimana qui sia stato proprio quello del Fashing. Già perché qui, nei dintorni di Colonia, il Carnevale è la festa dell’anno, più di ogni altra celebrazione pagana o religiosa, Natale compreso. Persino i paesini piccoli come il nostro hanno i loro comitati e le loro sfilate.
These are the pictures from our last Fashing here in the Bonn area, before the move. Ok, the photos are not as nice as the ones I took last year because we saw the Karnival from a smaller road, but it doesn’ matter: I am happy that we had the chance to spend such a funny day together with our friends…

 

Karnival-3

 

Chi ha la casa lungo il percorso organizza piccole feste private: i bambini giocano, si mangia e si beve, si attende la sfilata in compagnia. Quest’anno siamo stati invitati anche noi per la prima volta, ed è stato davvero divertente. Le persone da queste parti sono carinissime, ma è abbastanza difficile entrare in confidenza; è stato un po’ come essere invitati al Palio da un senese, per intenderci!

 

Karnival-2

 

KARNIVAL-4

 

Karnival-Mario

 

Karnival-Prinz-1

 

Certo per quanto riguarda le foto la posizione non era forse perfetta come quella dello scorso anno, ma ho voluto scrivere comunque questo post perché per me questo carnevale rappresenta un punto di svolta. Si fa la festa, volano caramelle (anzi: “Kamelle!”) e rose, i personaggi dietro i carri riempiono i bicchierini per celeberrimi Schnaps (superalcolici da mandare giù in un sorso), si balla e si ride, non si pensa a niente per un pomeriggio.

 

Karnival-Prinz-2

 

Alla fine mi sono sentita un po’ come un Carnevale finito. Ma ormai so per esperienza – quante volte ho traslocato? una ventina ormai, senza scherzi – che questa è solo la malinconia prima di ogni nuovo inizio. Qui è nata mia figlia, ha cominciato la scuola mio figlio, ho trovato i miei primi amici parlando una lingua nuova.
Sarebbe strano non immalinconirsi… ma poi dietro l’angolo, c’è sempre qualcosa che fa tornare il sorriso, lo so.
E allora via, siamo pronti a ripartire.

 

Karnival-fine

 

Parlando di… Artefatti

I bellissimi bracciali che mi ha regalato Claudia
Ci sono tanti piccoli
motivi per cui sento che il mio mondo si sta pian piano rimettendo in
movimento. Come se l’universo avesse percepito che ho voglia di fare qualche
passo all’aperto, e mi stesse incoraggiando…
A questa serie di piccole
incredibili coincidenze appartiene senza dubbio l’incontro con Claudia due
domeniche fa, organizzato appena due giorni prima quando abbiamo scoperto di
trovarci entrambe nei dintorni di Francoforte.

La storia di Clod la
conoscete perché ho avuto il piacere di averla qui, narrata dalla sua voce,
sulle pagine del mio blog. Sono felice di avere una scusa per parlare ancora
una volta di lei, anche perché purtroppo l’anno scorso non ho dato alla sua
borsa lo spazio che meritava, e anche perché ero rimasta in debito di una foto…

Io e la mia borsa Artefatti a spasso per Bonn
Se non lo sapete,
credetemi: qualche anno fa quasi nessuno parlava di riciclo creativo. Quando
Artefatti mostrava una calza della Befana ricavata da una felpa era una
cosa totalmente nuova, e non l’ennesimo esempio nell’ennesimo blog (non voglio
offendere nessuno, voglio solo cercare di farvi capire l’impatto dei suoi
post). Non mi sono stupita di vedere Claudia a Paperworld, dove si
presentano le grandi novità del mondo creativo, anzi, era proprio in un posto così
che probabilmente mi sarei messa a cercarla. Perché Claudia è una che cammina guardando avanti, e anche il
mestiere che si è scelta – anzi, che si è creata – va oltre i canoni
dell’handmade convenzionale per rivolgersi, in primo luogo, alle industrie.
Il vero creativo per me è colui che riesce a creare da
materiali grezzi, a immaginare e realizzare un oggetto che non c’è, che nessun
altro può vedere.
Claudia
offre alle aziende la possibilità di investire in una linea di articoli
aggiuntiva, utilizzando materiali che già ha a disposizione: gli scarti. Quando
vi dico che sono fortunata. Già, perché con Claudia ho incontrato Orietta di
Paperoutlet, titolare dell’azienda che recupera e vende carta e altri
avanzi di produzione, tra le prime a contattare Claudia per rielaborare alcuni
prodotti.
Foto già postata l’anno scorso: dettagli della borsa e del portachiavi azzuro
Ecco, dopo essere finita a
pranzo con due persone del genere, ci metti qualche giorno a rimettere in
ordine le idee, e avrei ancora così tanto da dire! Su quanto sia ispirante
incontrare delle donne così, che se ne vanno avanti per la loro strada. Persone
con un’idea e la voglia di farla crescere. Ci sarebbe da scrivere l’ennesima tiritera sull’handmade e quanto mi faccia arrabbiare il fatto che in
Italia gli oggetti realizzati a mano siano considerati cose di poco prezzo. E
poi c’è la rabbia per uno stato come l’Italia che rende tanto difficili le cose
più semplici. Il paese delle meraviglie dove i fondi si trovano solo per la
politica, e si soffocano in culla le nuove energie: idee, giovani, studi e
formazioni. Basta spostarsi appena di qualche chilometro, e vedrete paesi che
sostengono le famiglie, le donne, che prestano soldi a chi studia. Certo,
ancora non il migliore dei mondi possibili, ma che abisso con quello che sta
succedendo lì!
Nel nostro piccolo dobbiamo cercare di diffondere quello
che conta davvero.
L’avete
capito vero, che nei miei post non si parla affatto solo di shopping,
vero? Che dietro a un acquisto c’è una scelta: di comprare locale, di comprare
da piccole produzioni o singole persone, di avere un rapporto autentico con gli
oggetti di cui riempiamo le nostre case. Oltre a questo, dovremmo veramente
aiutare queste persone a farsi conoscere. Basta poco: un po’ di passaparola,
due chiacchere, un oggetto fatto a mano in bella vista. O, se volete, un like,
un post, un pin. Lo vedo e ne sono convinta: i gusti e l’educazione stanno
cambiando, per il meglio. E questo non può che portare un futuro migliore…
Claudia, Orietta, grazie
per il bel pomeriggio e per i tanti pensieri. Spero di rivedervi presto,
quattro ore sono decisamente poche – anche se, devo ammettere, sono decisamente
più brava a scrivere che a parlare!

Tach Zesamme (47 e 48/52)

 
La prima volta che ho visto comparire questo messaggio in una giardino, ho pensato che fosse una sorta di targa con il cognome delle persone che abitavano la casa. Poi ho notato che i ‘Tach Zesamme’ erano un po’ troppi, e ho chiesto spiegazioni.
Semplicemente significa ‘buona giornata’, nel dialetto di questa zona…

 

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Certo che fa bene avere tanto spazio e tanto silenzio a portata di mano.
E avere lì i giochi, così non disturbiamo nessuno.
E nessuno disturba noi.

 

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San Martino (45/52)

…eh, vorrei non avervi promesso delle belle foto! Vuoi per via dell’oscurità, della calca, del freddo, del panorama poco suggestivo (niente giro sul fiume, sigh!), e soprattutto vuoi per la difficoltà di maneggiare passeggino doppio, lanterna e macchina fotografica allo stesso tempo, vi confesso che non ho combinato un granché.
Peccato, perché San Martino è una bellissima festa – la festa delle lanterne – e potrebbe essere molto più suggestiva!

 

St-Martin-lumino

 

San Martino si celebra l’11 novembre in ricordo dell’atto di generosità di San Martino che, per permettere a un mendicante di riscaldarsi, tagliò il suo mantello con la spada e gliene donò mezzo. Nelle settimane precedenti i bambini preparano la loro lanterna, solitamente in carta o cartapesta, che può raffigurare quel che preferiscono. I più piccoli la portano appesa a una stecca, mentre i bambini più grandi la portano su un palo, con dentro una candela.

 

St-Martin-1

 

Ogni asilo e ogni scuola ha il suo corteo (a volte in giorni diversi) e i bambini sfilano  cantando e illuminando la strada con le lanterne. Noi genitori eravamo ai lati della strada con dei lumini (per lo più vasi di vetro con dentro una candelina, come quello nella foto) per indicare la strada ai piccoli.
Tornati all’asilo i bambini hanno cantato e sono entrati a far festa, mentre noi siamo rimasti fuori al freddo (mia figlia aveva la tuta da neve, io invece mi sono beccata un bel mal di schiena) a riscaldarci con cioccolata calda e vin brulè.

 

St-Martin-2

 

Alla fine della festa, i bambini ricevono un Weckmann, un omino dolce, e se mamma non è assiderata (e non è troppo tardi), possono andare a cantare di porta in porta, e ricevere caramelle, noci e mandarini.

 

Weckmann

 

San Martino è davvero una festa suggestiva. È una festa locale che si è conservata così com’e, senza diventare commerciale. Mi piacciono le luci nel buio, i canti, mi piace che i bambini si costruiscano da soli la propria lanterna.
Certo, il più grosso evento dell’anno resta il carnevale, ma questa è davvero una festa dei bambini, e speriamo che resti così!

 

On the road: l’album fotografico (Progetto 52: da 34 a 44!)

Vi ho fatto aspettare due settimane, lo so. Ma ho due buone ragioni. La prima è che sto facendo un po’ fatica a ‘rimettermi in riga’ e quindi latito, sia qui che sui vostri blog. Passerà, spero! La seconda è che avevo un regalo urgentissimo da finire: la settimana scorsa mi è venuto in mente che avrei potuto regalare a mio marito per il suo compleanno un album rilegato della nostra vacanza, e quindi ho passato una settimana a lavorare su Photoshop. Gliel’ho mostrato ieri, ed è stato contentissimo. Ci riserviamo ancora una settimana di tempo e poi lo ordiniamo… così per una volta non lasceremo le foto a dormire nei nostri computer! E la cosa positiva è che con le foto finalmente in ordine e sistemate sono pronta a mostrarvi qualcosa del nostro viaggio…

 

Texas

 

Texas-2

 

Siamo atterrati a Houston alle due del pomeriggio, ora locale, dopo dieci ore di viaggio. Abbiamo tirato dritto fino alle sette di sera e, come previsto, ci siamo svegliati molto presto il mattino dopo. Poco male, visto che avevamo pianificato nove ore di viaggio fino ad Amarillo… in due giorni abbiamo attraversato il Texas e siamo arrivati in New Mexico, nella stupenda Santa Fe.

 

New-Mexico

 

Santa-Fe-2

 

Santa-Fe-3

 

Santa-Fe

 

Caso unico nella storia degli Stati Uniti – dopo aver rimandato il viaggio per tre anni (dal viaggio di nozze saltato, già!) – siamo capitati da quelle parti proprio mentre il governo decideva di chiudere tutti i parchi nazionali per problemi di budget. Ci sono rimaste le meraviglie gestite dagli indiani: Four Corners (dove in punto s’incontrano Arizona, New Mexico, Utah e Colorado), Monument Valley, e il Grand Canyon visto dalla parte opposta… un po’ come vedere le cascate del Niagara dalla parte ‘alta’, ma sempre meglio di niente!
E ovviamente non ci siamo fatti mancare la mitica Route 66 e il suggestivo Hoover Dam.

 

Four-Corners

 

Grand-Canyon

 

Hoover-Dam-2

 

Hoover-Dam

 

Monument-Valley-2

 

Monument-Valley

 

Route-66

 

È stato poi il momento delle grandi città: Las Vegas, Los Angeles – con Disneyland, dove mio figlio ha perso il suo migliore amico di stoffa, sigh! – e San Diego – dove abbiamo festeggiato il terzo compleanno del piccolo visitando lo zoo. Lo zoo di San Diego è veramente stupendo: ricco di animali anche molto rari, che è possibile vedere molto da vicino; se avete voglia di seguirlo, ho scoperto che hanno anche un account Instagram!

 

Las-Vegas

 

Stratosphere

 

Los-Angeles

 

Disneyland-LA

 

San-Diego-Zoo-1

 

San-Diego-Zoo-2

 

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In tre giorni siamo rientrati velocemente in Texas, dove ci hanno ospitato dei carissimi amici che non vedevamo da quasi due anni. Ho lasciato un po’ di cuore a San Antonio, sia perché è stata dura lasciarsi nuovamente dopo tanti bei giorni insieme (è una bella sensazione sentirsi a casa anche oltreoceano) sia perché la città è veramente da mozzare il fiato, con le sue influenze messicane e l’indimenticabile Riverwalk.

 

San-Antonio-1

 

San-Antonio-2

 

San-Antonio-3

 

Certo, ho scattato molte più foto, ma non vorremo andare avanti fino a Natale, vero? Io ho cose nuove da mostrarvi, e tra pochissimo riprendiamo! Se siete curiosi e ve le siete perse, vi ricordo che potete trovare moltissime altre foto sul mio account Instagram. A presto!

 

Un anno fa… l’autunno (33/52) – An year ago… fall

Quand’ero piccola la mia stagione preferita era, come per ogni altro bambino, l’estate. Niente sabbia; io sono sempre stata un pesce di scoglio. Passavo le ore nelle ‘pozze’ a cercare tesori: una bavosa, un favollo, alghe morbide in cui strusciare i piedi e far uscire le bollicine, patate di mare da servire alla mamma su qualche pietra piatta. Il bagno con la maschera a guardare il fondale, facendo il morto a pancia in giù mentre gli altri facevano i tuffi, e ogni tanto trovavo davvero qualcosa di speciale: uno scheletro di riccio, o un’orecchia di mare.
Crescendo, ho cominciato a preferire la primavera, finché non sono venuta vivere in Germania. Diverso il clima, diversi gli alberi, sono rimasta incantata dai colori e i profumi dall’autunno del nord, tanto che mi sono sorpresa ad aspettare con trepidazione il suo ritorno. Un autunno ricco, che mi fa tornare una bambina in cerca di tesori: bacche colorate, foglie croccanti, muschi, castagne, ghiande, lumache e, ora ne sono sicura, fate.
Questi sono scatti dell’anno scorso.
Ma questa mattina quando mi sono svegliata stava appena sorgendo il sole: segno che finalmente sta tornando…
I love fall here in the north. And while I’m waiting for him… it, to come back, these are some pictures taken last year…

 

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Scarpine all’uncinetto gialle e tanti fiori (32/52) – Crocheted yellow baby shoes

Appena rientrati da una settimana
dai nonni, piove e sembra già settembre. Colpa della scuola, ma per me l’anno è
sempre iniziato con l’autunno. Sono contenta, ho tanto da fare e parecchi
cambiamenti in vista. Come se il torpore si stesse finalmente sciogliendo…

…e poi sono contenta di stare mettendo in ordine vecchi post in attesa da tempo. Così, dopo i disegni, colgo l’occasione per
mostrarvi la versione gialla delle scarpette beige postate tanto tempo fa…
This is the yellow version of the
shoes for babies I crocheted last year. The other pictures are taken from
my Instagram account, where you will not see me for the next one or two months, since I dropped
my smartphone in the water last week… 

…e in commemorazione dello
smartphone che mi è caduto in acqua l’altro ieri, e visto che non ho praticamente fatto foto questa settimana, vi lascio una carrellata di scatti presi col telefono nei mesi scorsi per il mio account Instagram, dove purtroppo non mi vedrete per
un paio di mesi… sono davvero contenta che oggi piova!