Mamma, mi fai una sciarpa? (Due pattern semplici di sicuro successo) – Two easy crocheted patterns for infinity scarfs

 Per anni ho sognato di inviare alle mie amiche lontane, per Natale, delle sciarpe fatte a mano da me, ma non ci sono mai riuscita. Mai fino a quest’anno, quando sono incappata nel tutorial semplicissimo di Two Little Birds, scoperto grazie a Maira di Una Stanza quasi Rosa: una sciarpa scaldacollo realizzata a punto basso con filo e uncinetto grandi, che mi sono divertita a rifare in diverse grandezze e colori per la mia famiglia e i miei amici.

 

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For years I dreamt about sending to my faraway friends, for Christmas, a scarf made by me, but unfortunately I never did. Until this year, when I found the super-simple crocheted infinity scarf of Two Little Birds (thank you Maira!): an easy pattern, to be crocheted with big yarn and big hooks, which grows very fast. I had a lot fun making a lot of them for my family and friends!

 

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Siccome il pattern è piuttosto semplice, ho deciso di utilizzare della lana di colori misti (che non mi piace affatto, per esempio, in un golfino) e di decorarla con piccole spille rimovibili. Ho creato fiori e stelle seguendo i pattern che ho condiviso con voi le scorse settimane: i fiori e le stelle con cui ho decorato le magliette della mia bambina e di cui ho costellato lo zainetto di mio figlio.
Since the pattern is so simple, I decided to use multiple colours yarn (which I really don’t like, for instance, in a pullover) and to decorate it with removable pins. I crocheted flowers and stars with the patterns I share with you in the past weeks: the flowers and the stars I made to decorate my little girl’s t-shirts, and that I put on my son’s starry backpack.

 

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Purtroppo non ho la foto, ma ‘allungando’ questo pattern ho creato anche una sciarpa lunga e stretta per mio marito, e sono rimasta davvero sorpresa del risultato, è bellissima anche così! Ormai ho talmente preso la mano che sono in grado di fare uno scaldacollo in un paio di ore… e il secondo pattern? È il pattern a ‘lampone’ (o ‘bolle’ o ‘pop corn’) che potrete seguire passo passo nel video di Epicaboundance che ho reperito grazie all’inimitabile Pinterest. La lana e l’uncinetto dovranno essere più sottili e ci vorrà più tempo per completare il lavoro, ma il risultato finale è davvero bellissimo e vi consiglio assolutamente di provare.
Unfortunately I don’t have a picture, but using the same ‘alternate’ stitch I also made a scarf for my husband, long and not so wide – I was surprised, it still looked amazing! I made so many of these scarfs that now I need just two-three hours to get a new one… and the second pattern? It’s the raspberry stitch (or ‘bubble’ or ‘pop corn’ stitch) and I learned it thanks to the great video of Epicaboundance, found through the irreplaceable Pinterest. Yarn and hook will be thinner so you’ll need more time to complete your scarf, but the outcome it’s so nice, I really recommend you to try.

 

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Eh già, stavolta i tutorial non sono i miei, ma meritavano di essere condivisi. E poi non ho molto tempo per disegnare visto che sono tornata sui banchi… e a tutti quelli che mi hanno chiesto informazioni la scorsa settimana (sì lo so, sono una disgraziata
e vi giuro che risponderò ai commenti!) volevo dire che non ho intrapreso nessun nuovo corso di laurea… solo un corso di tedesco intensivo… sempre massacrante, ma per un periodo di tempo limitato! Grazie a tutti voi che continuate a seguire e commentare, spero proprio che questo post vi sia utile.
E se volete vedere cosa bolle in pentola nel mio laboratorio vi consiglio come sempre di tenere d’occhio la pagina facebook di Mammabook
Yes, this time the tutorials are not mine, but they were worth sharing. And actually I don’t have much time to draw, since I have to study a lot in these days… to all of you who asked (yes, I know, I’m terrible, I must answer the comments) I wander to tell you that no, I didn’t start to study again to get a whole new degree, I’m just back at university to follow an intensive course of German – still a lot of work, but for a short time. Thanks to all of you who keep on following my page, I hope you’ll find this post useful. And if
you want to follow what’s going on in my laboratory, as always, you’re welcome on Mammabook’s facebook page

 

Un Art Journal per voi – An Art Journal for you

 Vi presento oggi un progetto che mi sta molto a cuore, a cui ho lavorato per mesi tra alti e bassi, momenti in cui mi ripetevo che ero folle e nessuno avrebbe capito questo nuovo prodotto, momenti di entusiasmo, momenti in cui continuavo a disegnare e non sapevo nemmeno perché… Chi mi ha seguito in questo anno conosce il mio Art Journal. L’idea è semplice: metterlo a disposizione di tutti, dare la possibilità anche a chi non ama disegnare o non ha tempo e idee, di
avere il proprio diario. Un diario artistico personalizzabile, da riempire con i vostri pensieri, lo scorrere dei vostri giorni, con i colori delle vostre giornate, con scarabocchi e piccoli ritagli, da organizzare e gestire come preferite.
Today I’m sharing with you a project that is really important for me. I’ve been working on it for a long time, between highs and lows, telling my self that it was a great idea, or that I was completely mad, depending on the mood… Those who followed me through this year know my Art Journal. The idea is simple: create an Art Journal for everyone, especially for those who don’t like to draw or have no time or ideas; a very personal artistic diary, to fill up with your thoughts, with your life, the colours of your days, with doodles and scraps, a diary that you can organize and manage as you like.

 

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Undiario da realizzare per sé ma anche da stampare in più copie e regalare. Un regalo davvero conveniente (vi basterà acquistare il file una sola volta) e originale (mai visto un Art Journal stampabile prima d’ora?), un invito a vivere un anno in maniera speciale. Ho visto brillare gli occhi delle persone a cui l’ho regalato a mia volta, anche le più insospettabili, e mi sono convinta che in tanti abbiano voglia di buttarsi e provare ad avere un diario così… come regalarlo, dite? Io l’ho messo in cartelline colorate, ma potete rilegarlo, metterlo in un quaderno ad anelli, in un libro, arrotolarlo e legarlo con un bel nastro (e una pallina di Natale!). Può essere un piccolo pensiero, o il biglietto speciale per un grande regalo.
An Art Journal for you, but also a great gift: convenient (you just need to buy the file once), original (have you ever seen a printable artistic diary before?), an invitation to live the next year in a very special way. A lot of people I would have never expected to were so enthousiastic as they received it from me, and now I know for sure that so many people would be so happy to be invited to this adventure… how can you give an Art Journal? I used some coloured paper folders, but you can bind it, put it in a book, roll it and
close with a coloured ribbon (and a Christmas decoration!). It can be a small sweet gift, or a special ‘card’ to accompany a big present.

 

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È ovvio, che questo è anche un modo per sostenere il mio lavoro, è il motivo principale per cui ho scelto un prezzo molto basso (cinque euro, da cui detrarre i costi di Etsy e la percentuale di vendita). Non posso lamentarmi di come sono andate le cose quest’anno, e ringrazio tutti quelli che mi hanno sostenuto e i clienti che sono tornati più di una volta, una grandissima soddisfazione.
Allo stesso tempo non ho coperto grandi numeri, e vorrei poter fare di più. Chi si mette in proprio e lavora per se stesso ha bisogno di sostegno, e non solo a parole. Ho sempre ripetuto che è importante acquistare dai vostri creatori preferiti: noi non siamo multinazionali, e ogni singola vendita è una spinta in più a continuare a provare. Ci vuole tanto tempo per creare, tempo per fotografare, gestire il negozio, informarsi, studiare, gestire i social, è dura stare dietro a tutto. Chi ha un negozio online lo sa, gli altri meno.
Of course, this is also a way to support my work, and this is the main reason why I decided for a low price (five euros minus Etsy’s expenses and percentage). I can’t complain about my year, and I want to thank all the customers who supported me, and those who came back to my shop for more, it’s a great satisfaction.
At the same time I didn’t cover big numbers, and I would like to reach more people. Who decides to get self-employed and to work for his art needs support, and not only congratulations. I’ve told you so many time that it is important to buy from your favourite artisans: we are no big company, and each and every single sale is an incentive to go on and keep on trying. It takes so much time to create, to take pictures, to manage the shop, keep informed, study, promote your business. It’s hard to keep everything going. Who has an online shop knows it very well, most don’t.

 

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 Si tratta di realizzare un sogno, e io voglio credere che valga tutto l’impegno, il tempo, gli investimenti che ci ho messo.
Io per prima compro e regalo handmade, e aiuto a far conoscere i creatori che se lo meritano. Se credete in me e nel mio lavoro, vi aspetto in questa folle impresa artistica che vi accompagnerà per un anno. Datemi una possibilità. Credetemi, non resterete delusi.
 It’s about making a dream work, and I want to believe that it is worth all the efforts, time and investment I put in it. I am the first one who buys handmade products, for me and for my friends, promoting the artisans I love. If you believe in me and in my work, let the Art Journal accompany you through a very special year. Give me a chance. I won’t disappoint you.

 

Un calzino (riciclato) per Nikolaus – DIY recycled Christmas sock

Mi piace realizzare cose per la mia famiglia, specialmente per i bambini. Ho sempre un sacco di progetti in testa, e per fortuna ogni tanto ne porto anche qualcuno a termine. A ‘darmi una scossa’ spesso ci sono ‘le scuole’ dei bambini, che hanno sempre ‘bisogno’ di qualcosa…
I love to make things for my family, especially for the kids. I always have a lot of ideas on my mind, and sometimes it even happens that I complete some of these projects. Sometimes I can’t hesitate and I must be quick, because the kids need something for school, and I don’t like to buy it if we can do it together…

 

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Stavolta per esempio era assolutamente necessario portare all’asilo un calzino da riempire (già, alla fine il ‘Nikolaus’ tedesco funziona come la nostra Befana, e quei fortunati dei miei figli se li fanno entrambi!) e così mi sono finalmente decisa a provare a cucire a macchina un vecchio maglione. Con mia enorme sorpresa non solo la macchina da cucire non è esplosa, ma addirittura
non mi si sono impigliati i fili neanche una volta (!) e ho finito prestissimo di cucire la sagoma del nostro calzettone.
This time, for instance, it was absolutely necessary to bring to school a sock for the candies (how lucky are my kids celebrating both the German ‘Nikolaus’ and the Italian ‘Befana’?!) and so I decided that it was about time to try to recycle an old pullover using the sewing machine. I was surprised: nothing exploded, the thread didn’t get stuck a thousand of times like it usually does, and I was really quickly done.

 

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Per riprendere i bordi in maniera carina mi sono ispirata a questi simpaticissimi tutorial di Mami Chips & Craft. Ci ho messo un poco a capire quale uncinetto usare e come, ma una volta preso il via ho completato il progetto a una velocità davvero inaspettata. Decisamente un progetto da rifare e declinare in tantissime varianti… e a proposito di vecchie maglie riciclate, vi consiglio di dare un’occhiata anche al post di ieri Fiori in Testa, e poi da lì finirete da Gaia Segattini, e in un fantastico tunnel di riciclo vestiario da cui non uscirete mai più…
E se cercate altri progetti natalizi facili da realizzare, vi consiglio di dare un’occhiata a questa raccolta.
To make the borders look a little nicer, I crocheted them like I saw in this tutorial by Mami Chips & Craft. It took me a bit to figure out which hook I should use and how, but I must admit that I was finished really quick. I definitely have to make more of these!
If you’re looking for more easy DIY Christmas crafts have a look here.

 

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L’art Journal di ottobre e le nuove foto – The Art Journal of October and the new pictures

L’anno giunge lentamente alla conclusione, e io comincio a guardarmi indietro per capire dove voglio andare. Trascino l’Art Journal per completare un progetto che ho iniziato a gennaio e di cui avevo bisogno, ma so già che il prossimo anno occuperò quel tempo disegnando libera dal registro dei miei giorni.
Ci sono pochi colori nelle mie pagine di ottobre, va bene così, sono contenta che stia arrivando l’inverno. Mi piace l’oscurità e il freddo, mi piace prendermi una pausa dalle giornate di sole. Ho sempre pensato di non amare l’inverno, invece ora mi accorgo di riuscire ad ‘accordarmi’ alle stagioni, come fossi un violino.
While the year slowly fades away, I begin to look back to choose my next path. I keep on working, lazily, at my Art Journal, to complete a project I started in January and I know it was really good for me. Next year, I will leave it aside and dedicate more time to images not linked to my diary.
There are not so many colours in my pages of October. That’s fine. I’m glad winter is coming. I like dark and cold, I like to take a break from the warm sunny days. I never really loved winter, but with the time I learned to tune myself in to the season. Like a violin.

 

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E mentre scandivo le stagioni, quest’anno ho davvero fatto un sacco di passi avanti. Lo capisco perfettamente quando succede, è come riordinare gli ingranaggi di un orologio: ho trovato una nuova combinazione, che funziona. Avevo bisogno dell’Art Journal perché così ho scoperto il mio stile (me lo scrisse Daniela in un commento, che avevo trovato il mio stile. Io ho alzato gli occhi, guardato il mio disegno, e pensato ‘è vero’). La mia calligrafia è sempre stata piccola, e quando ho cominciato a dipingere casette ho trovato il modo di esprimere la mia propensione per i dettagli. E in questi ultimi giorni, gettando finalmente alle spalle i manuali del perfetto venditore, mi sono finalmente decisa a fotografare le mie creazioni là dove nascono, tra i miei appunti.
And while my life was punctuated by the seasons, I can see this year I took a lot of steps further. I can easily notice when this happens, it is like putting back in place the gears of a clock: I found the right combination, it works. I needed the Art Journal because it helped me to find my own style. My handwriting was always really small, and when I started to paint my little houses I found the way to express my aptitude for details. And finally, in these days, I gave up the ‘perfect sellers’ manuals and decide to take pictures of my creations on my desk, there where they were born.

 

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Le mie foto, finalmente, raccontano una storia. Come sono, cosa faccio. Dove prendono vita le mie creazioni, che si staccano dal foglio e prendono altre forme. Le mie foto ora parlano alle persone giuste. Ne sono sicura. Il problema è che quando si fanno i primi passi là fuori, nel mondo del commercio online, si cerca sempre di ascoltare chi ne sa di più. A noi artigiani parlano continuamente di format ideali, branding, SEO, business plan e di target, e esistono tanti di quegli articoli e tante di quelle discussioni da perdere la bussola e non ricordarsi più perché si è lì.
Ma, come dovrebbe succedere in ogni scuola, l’allievo arriva al punto di saturazione. E allora prende quello che ha imparato e lo piega alle sue necessità.
My pictures, finally, tell a story. What I am, what I do. How my imagination takes shape. And I’m sure they’re finally talking to the right people. The problem is that when you take your first steps out there, in the world of the ecommerce, you’re listening to a lot of voices. People have a lot to teach you about formats, branding, SEO, business plans and targets, and there are so many discussions going on and so many articles, that the risk is to forget what you’re doing out there.
But, like it should happen in every school, the student eventually gets to the ‘saturation point’. That’s the moment when he takes what he learned and forces it to bend to its needs.

 

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Se vi va, ve lo racconto com’è questo mio cliente-target. Si chiama Nobody, perché ha fregato il nome da un libro che gli è piaciuto, e così non so se sia uomo o donna. Ha bisogno di leggere, ha bisogno di tempo in casa, ha bisogno di tempo nella natura, non ama le grandi città.
Ha bisogno di silenzio e di scrivere appunti, di scarabocchiare. Ha circa quarant’anni, ha degli hobby: modellismo, ricamo, la lenta cottura delle marmellate. È una persona che conosce il tempo che richiedono le cose.
Ha la piccola vanità di voler collezionare oggetti che lo ispirino, di crearsi un piccolo tesoro di cui ha selezionato con cura ogni pezzo, e che appartiene solo a lui. Ama l’arte e il vintage, e non importa che gli oggetti abbiano un utilizzo. Li espone a momenti, senza bisogno di bacheche, li sposta e li chiude nei cassetti, per poterli sbirciare in silenzio…
Would you like to know, how’s my target customer, then? His name is Nobody – he stole this name from a book he loved, so I can’t be sure if he’s a man or a woman. He needs to read, to spend time at home, to spend time in the
nature, he doesn’t live in big cities.
She needs silence, she needs to take notes and doodle. He’s around forty, he has more than one hobby: perhaps he’s a collector, or he loves embroidery, or he loves to make marmalades at home. She knows how much time it takes to create a thing.
He has this weird idea of collecting inspirational objects, special things he selected with care and constitute his personal treasury. She loves art and vintage, and it doesn’t really matter if these things are not useful.
He displays his treasures from time to time, out of showcases, moves them to one place to another, keeps them safe in his drawers…

 

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Ancora due parole: grazie Gioconda.

 

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Qualche idea per una bambola riciclata – Some ideas for an upcycled little doll

Per ora il blog è certamente quello che sta pagando il prezzo più alto della mia disorganizzazione. Scusatemi. Un po’ è la mancanza di tempo, un po’ è perché dipingere è diventata una necessità, quindi appena posso ‘scappo’ e metto mano ai pennelli…
Almeno l’appuntamento settimanale vorrei rispettarlo, e in particolare vorrei concentrarmi su qualche idea che possa tornare utile per qualche regalo fai da te. E visto che vi siete entusiasmati per la bambola col lettino riciclati, tanto che qualcuno ha anche minacciato di ordinarmene qualcuna, vorrei mostrarvi quanto è facile crearne una, e che non c’è nessun bisogno di esser bravi a dipingere. Bastano tre righe per occhi e bocca, il resto sono tutti avanzi di tessuto e altri piccoli oggettini di recupero…
You were so enthusiastic about the little doll with bed that I decided to collect in a post some ideas to decorate your own little doll, recycling stuff you already have at home. I always buy the wooden body I work on – it costs around two or three euros per piece – because it saves me time, and because like that I can skip the boring part of building it going straight to what I like to do: decorate!

 

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Le foto che ho scattato non sono proprio progressive – potete vedere che ho cambiato più volte idea su come vestire la bambola, ma ho conservato tutte le immagini perché mi sembrava che fornissero ottime idee per delle valide alternative. Se vostra figlia è abbastanza grande, invece di creare voi la bambola potreste riunire tanti materiali di recupero in una valigetta di cartone, o in una busta in cotone, e regalarle un kit ‘casereccio’. E il regalo sarà ancora più bello se potete ritagliarvi del tempo per creare la bambola con lei…
As you can see from the images in this post, I’ve been considering different options before deciding what would be the final result – but I kept all the pictures because I think they can give you some nice ideas.
If your daughter is old enough, it would be even funnier than giving her an already-made-doll to prepare an homemade kit for her. You can collect different recycled materials in a fabric bag or a cardboard suitcase and let her create her own princess. Of course it would be even nicer if you find the time to give her an hand…

 

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Il supporto in legno per la bambola io lo compro già fatto, si tratta di una spesa di due o tre euro a pezzo. Lo faccio perché (ancora) non so lavorare il legno, e poi perché la parte che mi diverte di più è ‘agghindare’ il mio personaggio…
La maggior parte del mio mini-abbigliamento lo recupero dalle bomboniere, così non ho bisogno di tagliare e cucire: aguzzando la vista potrete trovare gonnelline a pieghe già pronte e rifinite, fiori e fiocchetti in miniatura, e deliziose mantelline rosse… e i materiali sono sempre belli e raffinati.
Most of my mini-clothes are taken from wedding or birth favours, because the materials are so nice, and I can avoid sewing and stitching. If you look at it in the right way you may find cute skirts, small flowers, and lovely red capes…

 

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Perché non usare del washi tape per vestire una bambola? Facile da usare anche per i bambini, in tantissimi colori e fantasie, si piega davvero a ogni esigenza, e quando viene a noia si può sostituire! Io non ho proseguito nella mia prova, ma sono convinta che il risultato potrebbe essere spettacolare (me le fate vedere le vostre bambole? Sì?!)…
What about dressing up your doll in washi tape? Nowadays you can find thousand of different textures, sizes and patterns… and when you’re bored you can just remove it and start again.

 

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Gli avanzi di lana a casa mia sono capelli colorati. Complice l’insostituibile pistola spara colla-a-caldo si possono inventare tantissime acconciature. Per i capelli sciolti consiglio, prima di incollare, di unire le ciocche con la macchina da cucire come per la bambola che vi ho mostrato ad aprile.
Yarn left-overs in this house are hairs. Using a hot glue gun is funny and allows you to create all the hair styles you want. For long hairs, like the doll I showed you in April, I recommend sewing the strands together before fixing them on the head.

 

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Quando gonna e sottoveste, mantella e capelli sono fissati, è ora di aggiungere i dettagli. Bastano avanzi di gioielli (questa luna fermacapelli è stata un tempo la metà di una farfalla), perline o strass recuperati da vecchie magliette per dare un tocco in più a una piccola principessa.
Details are important, too. You can find them everywhere, in broken low-cost jewelry, old t-shirts, or forgotten somewhere in a bricolage box. I’m sure you can invent something great! Would you like to show me what you did? I will be happy to share your pictures on Facebook, Twitter or Instagram! And for some ideas on recycled dollhouses and accessoires, don’t miss this post.

 

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Ora che avete le bambole servono ancora case e accessori a basso costo e possibilmente di recupero? E allora vi consiglio di dare un’occhiata a questa bella galleria di idee (vostre!) tratta dalla cartella Pinterest di Riciclo Creativo per Bambini. Buon divertimento, e mi raccomando fatemi sapere cosa combinate, sarò felicissima di condividere le vostre immagini su Facebook, Twitter o Instagram!

 

Le nostre damine, in collaborazione con Pupillae Art Dolls – Ladies and birds gift sets

Quando ho disegnato le mie prime damine sottili non avevo neanche un blog. Di certo non mi sarei mai immaginata di trovarmele davanti dopo qualche anno, morbide e vestite di tutto punto, fuori dalla pagina.
I love Pupillae’s artwork, and she loves mine. Our creations have so much in common that we decided to make something together: we though about some gift sets, unique and affordable, to put in our shops. I am proud to show you our little ladies, available really soon…

 

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L’idea di dar vita ai miei disegni è nata durante l’estate, quando l’artista di Pupillae e io cisiamo incontrate. Volevamo creare qualcosa di speciale in vista del Natale, e Gioconda mi aveva già ripetuto più volte che le mie damine avrebbero potuto diventare delle bellissime bambole. E così abbiamo deciso di realizzare dei set regalo, con biglietto e bambolina, a prezzi abbordabili e assolutamente unici…
 A volte è nato prima il disegno…

 

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…a volte è nata prima la bambola…

 

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…le immagini parlano più delle parole.
Sarò felice e triste come ogni volta che ricevo un ordine quando dovranno partire. Chi realizza pezzi unici conosce pregi e difetti di ogni sua creatura, e non può fare a meno di affezionarsi. Se decidete di adottarle, prometteteci di scegliere con cura il destinatario.

 

Collaborazioni creative… arrivano gli imbambolati! – Our first sets in collaboration with Faccio e Disfo

Mi piace pensare che ci siamo inventate, in tre, quasi contemporaneamente, una nuova frontiera dell’handmade: non solo il pezzo unico irriproducibile, ma addirittura il pezzo unico in collaborazione, creazioni uniche combinate tra due artigiani.
I am so proud to show you what was born from my collaboration with my friend Rita, the artisan of Faccio e Disfo. No matter the distance, Rita and I love to chat, dream, play (do you remember when we hang our dollhouses?), and now even to create together. We share part of our imaginary world, and so we decided to take her pegdolls, and give them a house in one of my stones… what do you like better: the castle, Agrabah or Alice in Wonderland?
The sets will be soon available in my Etsy shop, don’t miss them!

 

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Certo, non si può decidere di collaborare con chiunque. Serve amicizia, tanta fiducia (nessuno ha voglia di mollare tutto a metà progetto, né di spedire altrove oggetti che potrebbero non essere risarciti), e prima di tutto questo serve un universo immaginario in comune.
Rita, di Faccio e Disfo, e io – sono fortunata lo so – condividiamo tutto questo, malgrado la distanza e il fatto che ancora purtroppo non siamo riuscite a incontrarci al vivo. Scherzare con lei è un piacere, giocare con lei è un piacere (vi ricordate quando abbiamo attaccato le case delle bambole al muro?), creare con lei è un piacere. Rita è una creativa di quelle autentiche, entusiasta, una persona che sa guardarsi intorno, che ha voglia di imparare e andare oltre, di dare vita a idee e oggetti nuovi.

 

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Sono entusiasta di parlarvi finalmente del nostro progetto comune. Non solo ho avuto la fortuna di vedermi arrivare inaspettatamente una delle primissime #myselfie, ora sono diventata addirittura l’ ‘architetto’ dei suoi imbambolati!
Siamo andati a cercarli tra le storie che più amiamo, gli abbiamo dato corpo e casa: storie fantastiche di cavalieri, draghi malvagi e principesse intrappolate in un castello, storie orientali, di amori incredibili e misteriosi, e poi ancora il mondo folle di Carroll, tra conigli ritardatari e donne sempre troppo grandi o troppo piccole per far quello che vogliono (ok, questa l’ho rubata a Lella Costa).

 

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Abbiamo chiaccherato, sognato, misurato e dipinto. E poi gli imbambolati hanno preso il primo volo e io mi sono ritrovata tre universi in miniatura sul tavolo del salotto e non riuscivo a staccargli gli occhi di dosso. Sono bellissimi, ci siamo riuscite. E vi dico con tutto il cuore che se dovessi scegliere un set da tenere qui con me, non saprei scegliere.
La possibilità di scegliere la avrete voi, tra qualche giorno, quando i set saranno disponibili nella boutique ALittleMarket di Faccio e Disfo, e nel mio negozio Etsy. E chissà, se avranno successo potremmo anche decidere di replicare…

 

Regaliamo un abbraccio: i Lebkuchen





 
[English recipe below]


È sempre una bella sorpresa ricevere un invito a scrivere
per un altro blog. Sapere che tra centinaia di blogger creative qualcuno ha
pensato proprio a noi, e ci considera così speciali da darci spazio nel suo
mondo virtuale. Un guestpost poi è bello perché ci permette di salutare i
lettori di altre persone, ed è stimolante, perché di solito si riceve ‘un
compito per casa’ e si vuole dare il meglio. Così, invitata per la prima volta da Elisabetta in veste di
blogger-cuoca, ho cercato qualcosa di speciale per il Natale. Una ricetta che fosse anche un dono, e che
si potesse realizzare a quattro mani con i bambini.

I Lebkuchen, qui in Germania dove vivo, si regalano tutto
l’anno in occasioni speciali. Si legano con un nastro colorato al collo delle
persone che amiamo
a mo’ di collana, e hanno su un tenero messaggio scritto con
lo zucchero. A Natale i biscotti di panpepato assumono forme più piccole e si
coprono di zucchero o cioccolato, e sono di diritto una delle leccornie più
amate.

Se volete scoprie come realizzarli, vi invito a venirmi a trovare da Elisabetta su Creare per ESISTERE, all’interno
della sua bella iniziativa 24 Giorni a Natale! 


Creare Per Resistere

Some months ago, at a charity stand, I found an old German recipe book,
really used, full of handwritten notes and sheets with more recipes. So, invitedtoday to guestpost for Creare per r’ESISTERE, I decided to open my little
treasure and try out a German classic. The result was really good, and it was
so simple that I had no problem baking with my little three-years-old
assistant.

Here in Germany where I live, the Lebkuchen (a kind of gingerbread) are
given to beloved ones in special occasions.
They’re usually worn like a
necklace (hanging with a coloured thread) and carry a sweet little sugar
message on them. At Christmas time, they usually get a little smaller, and are
covered with sugar or chocolate.
For our family, my son and me chose to bake them in the shape of a
little man, to give our beloved a big Christmas hug (I didn’t take pictures of
their cookies, I don’t want to ruin the surprise!). If you’d like to do the
same, here’s what you need:
500gr of white flour
200gr of honey
100gr butter
100gr sugar
1 egg
1 package of Lebkuchen spices (if you don’t find them, just keep in mind
that it’s a mixture of cinnamon, orange and lemon peel, cilantro, star anise,
fennel seeds, mace, nutmeg, clove and cardamom, all grounded of course)
1 teaspoon of powder cacao
1 package of baking powder
a bit of salt
In a little pot warm up butter, sugar, honey, spices and cacao, while
steering, until you get a nice dark cream (for more pictures please visit
Elisabetta’s blog LINK). Let it cool down.
In a bowl, mix the flour with baking powder and salt, then add the honey
cream you just made and a egg. Mix well, knead, and leave the dough in the
fridge (wrapped in plastic paper).
Roll out the dough, 1/2cm thick. Cut out the shapes you prefer, and
place the cookies on a tray, on baking paper.
Cook for ten minutes at 200°, let the Lebkuchen cool down, and decorate
as you please.
And of course, wrap them nicely and give them to your friends and
family!

Diavoletto portaspille e altre idee per la festa della mamma – Brooches holder devil and other cute ideas for Mother’s day

   Contro ogni aspettativa, devo
ammettere che mi sto divertendo un sacco con la pagina Facebook. Chi mi
segue avrà notato che mi diverto a dare anticipazioni sui post del giorno dopo…
e la domanda di ieri era: indovinate un po’ cosa ho riciclato per creare questo
diavoletto? Ebbene…

Devil 3
…una
scarpina invernale da bebè!
Il
procedimento è semplicissimo: tagliate la punta della scarpina, imbottitela (io
ho usato gli scarti del cestino di maglietta), e chiudetela in cima a
mo’ di sacchetto, lasciando però lo spazio per inserire un pezzetto di feltro rosso, tagliato
come nella foto.
I
created this little devil using a baby shoe
: I cut the bottom, filled it up
with fabric scraps (I got mine from my t-shirt basket), inserted a piece
of red felt cut like in the picture, and hand stitched it, in a way to leave
outside only the horns.
Devil 4
Cucite
a mano lasciando visibili, del feltro, solo le corna. Quando il corpicino è
pronto, attaccate gli occhi e la coda. Per la coda ho usato ancora una volta
del filo ‘di recupero’ con una piccola anima di metallo sui bordi, mentre
la punta è fatta di feltro. A fine cucitura ho arrotolato più volte il filo
intorno alla coda e poi l’ho fissato.
The
tail is also made out of felt; once finished, I rolled the thread around the tail
and then fixed it. The ribbon contains a little metal thread on the sides, just like
the one I used for the bird. Attach eyes and tail, and the devil is ready!
Devil 5
Anche
questa creazione è perfetta per tenere in ordine le mollettine delle bambine
nel cassetto (come l’uccellino) o, nel mio caso, visto che l’ho spedito
come regalo alla mamma, per conservare le spille, attaccandole alla coda.
This
little devil is perfect to hold hairclips or, since I used it for Mother’s day,
to keep in order the brooches inside the drawers.
Devil 2
Devil 6
   Come sempre poi, non poteva certo
mancare il biglietto con la manina: uno ogni anno, da conservare, con una
manina sempre più grande…
L’anno scorso la piccola aveva solo pochi giorni, ma questa
volta ha ‘stampato’ anche lei! Se vi interessa, qui trovate i biglietti degli
anni passati… 20112012
And
like every year, we made our hand-stamped cards: we send one to the grandmas
every year, so that they can collect them and have the little hands
growing… maybe they will frame all of them in a couple of years? Here are the
2011 and the 2012 versions.
Manine 2013
Devo
dire che anche nella raccolta di Riciclo Creativo per Bambini le idee per
la festa della mamma non mancano!
Mi sono divertita a selezionarne qualcuna per
voi, tutte belle e veloci da realizzare:
Bacheca per la mamma (Mille idee al nido)
Pianta decorata con le fate (Maryclaire perle & cose)
Vasetti di vetro speziati (La valigia della bisnonna)
Cornice di cartone (Riciclattoli)
Portapenne in gomma crepla (La gioia di essere mamma)
Calendario da scrivania (Gioka con Leo)
Cuore di carta intrecciata (L’inventa favole)
Portapenne in stoffa (Penso + invento + creo)
Fiori con le scatole delle uova (Mammabook)
Quadretto 3D (I pasticci di Dani)
Mosaico (Alta priorità)
Cornice con il tappeto puzzle (La girandolina)
Portafoto con la custodia dei CD (Attività creative per bambini)

…e
se avete bisogno d’idee per il pacchetto, provate a guardare nella sezione idee regalo, ce n’è davvero per tutti i gusti! Mi fate sapere se avete
realizzato una di queste creazioni?
Sono lieta di mostrare le vostre foto!

And
for more ideas you can check out the collection of Creative Recycling Ideas for
Kids, here on the blog, or on my Pinterest board. Have a good Mother’s
Day!

Appuntamento
a venerdì, finalmente vi rivelerò la sorpresa che ho (no, no: abbiamo!) in
serbo per voi!
Nel frattempo, se avete tempo e voglia, potete passare da Mo-stracci per votare l’idea di recupero per la carta da lettere inutilizzata che preferite. La mia è la numero diciassette, ma se ve ne piace di più un’altra… pazienza!