Le Oniriche

Immagino che alcuni di voi abbiano notato nei mesi scorsi quel simbolino con la luna che è comparso qui a lato del blog, e suppongo che alcuni di voi abbiano anche seguito il link e cominciato a seguirci sulla nostra pagina Facebook. Se anche già pensate di sapere di cosa sto parlando, la verità è che quella pagina condivisa è solo la punta di un iceberg, e che Le Oniriche sono molto, molto di più…

 

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I assume that some of you noticed the sign with the moon that appeared on the side of this blog on the past months, and I assume
that some of you even followed the link and begun to follow our Facebook page. If you think you already know what I want to talk you about, well you’re wrong, the Facebook page of Le Oniriche is like the bottom of a iceberg, there’s a lot more underneath…

 

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Le Oriniche sono un vero e proprio gruppo di lavoro artistico, creatosi spontaneamente, e ha già un anno di età. Gioconda Pieracci di Pupillae Art Dolls e Alessia Rossi di The Scarlet Lace sono le persone con cui condivido ogni giorno passioni, ispirazioni, informazioni, dubbi, idee, gioie e dolori della nostra professione (compreso il fatto che ancora faccio fatica a parlare della mia ‘professione’ senza usare le virgolette).
Le Oniriche is the name we gave to our artistic workgroup – it means something like ‘dream/dreamers creatures’, it’s impossible
to translate it – and it came about that it was made, without any plan, and it’s now a reality since more than a year. Gioconda Pieracci, the artist behind Pupillae Art Dolls, and Alessia Rossi, the artist behind The Scarlet Lace, are the colleagues and friends with whom I share each and every day passions, inspirations, information, worries, ideas, happy and sad moments of our profession (including the fact that I still have difficulties to write ‘profession’ without using the quotation marks).

 

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Devo loro moltissimo di quello che ho fatto, e continuo a fare. Certo, siamo diverse e lavoriamo con materiali diversi, e proprio per quello amo scherzare dicendo che loro riescono a realizzare quella parte di sogni che non stanno in un sasso, o in foglio di carta. Qualunque cosa si voglia ottenere o imparare, è una pura illusione poter pensare di essere dei geni, e poter fare tutto da soli. Le Oniriche sono la mia più grande risorsa, e le uniche persone che conosco che posso capire veramente cosa sto facendo.
I owe them so much I’ve done so far, and so much of what I’m keeping on doing. Of course, we’re different and we work with
different materials, and that’s the reason why I love to say that my friends can give shape to all those dreams which doesn’t fit into a stone or a piece of paper. Whatever you want to get or learn, it is an illusion to think that you can manage everything alone. Le Oniriche are one of my biggest resources, the only people who really know everything behind my creations.

 

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Le Oniriche sono anche, irrimediabilmente, collaborazioni. Ve ne ho parlato lo scorso ottobre, quando ho realizzato con Gioconda le bambole in miniatura accompagnate dal biglietto, e in queste pagine potete vedere il capolavoro a cui stanno lavorando le mie amiche: una Giulietta in feltro (voi non lo sapete, ma è lavorata con un singolo ago), con un abito realizzato al
chiaccherino dalle incredibili mani di Alessia. I nostri mondi immaginari finiscono irrimediabilmente per sconfinare l’uno nell’altro, e abbiamo ancora tante idee in mente…
Oniriche also means, of course, collaborations. I told you about the doll-card sets I made together with Gioconda last October,
and in this page you can see the masterpiece my friends are working on: a needle-felted Juliet (needle-felted with one single needle!), with an handmade tatting lace dress made by incredible hands of Alessia. Our imaginary worlds inevitably mix up, and we have so many ideas in mind…
 
 
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…ma la pagina Facebook, cosa c’entra, visto che noi in quanto artiste non compariamo quasi mai? La vetrina che abbiamo organizzato ci serve a raccogliere idee, è una fonte d’ispirazione e, soprattutto, è un manifesto, il nostro modo per diffondere l’amore per l’handmade. Me ne avete sentito parlare fino alla nausea nelle Handmade Wishlist (che ho smesso di scrivere, ormai ce ne sono in giro in fin troppe e non attirano più l’attenzione) di quanto sia importante difendere il fatto a mano perché rappresenta un modo alternativo (e vecchio come il mondo) di rapportarsi ai metodi di produzione, un modo alternativo di comprare e possedere gli oggetti che ci circondano, un modo per affermare la nostra unicità in un mondo dove ormai si incontrano sempre e solo le stesse marche in ogni luogo.
Siamo in un mondo che dimentica l’importanza del lavoro di gruppo, il rispetto del lavoro, l’importanza delle relazioni tra individui e tra individui e cose. Mia madre mi ha sempre ripetuto che saranno i filosofi alla fine, a salvare il mondo – e noi ci crediamo.
 
So then what’s the point of the Facebook page, since we almost don’t have any room for our artworks in it? The showcase we created helps us to collect ideas and inspirations, but most importantly, it is a sort of manifesto, our personal way to share the love for handmade. You’ve already heard me saying in this blog how I believe that it is very important to defend handmade: it represents an alternative way (one we forgot about for too long) to produce things, an alternative way to buy and possess objects, a way to express our uniqueness in a world where by now you always find the same brands everywhere.
We live in a world that forgot the importance of working together, respect work, and establish genuine connections between individuals and between individuals and objects. My mom always told me that the world, at the end, will be saved by philosophers – and we believe that.
 
 

 

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Ps: vorrei invitarvi a visitare il blog di Pupillae, scoprire i suoi lavori e leggere le bellissime interviste che pubblica regolarmente alle artiste che più ama. Troverete tantissime belle storie da scoprire…
Ps: I would like to invite you to visit Pupillae’s blog, discover her beautiful works and read her interviews to the artists she
likes most. There a lot of enchanting stories to discover…

 

Le fatine dei fiori (col il cartone delle uova) – Flowers fairies (with egg boxes)

Se vi state chiedendo dove sono finita, tutto sommato non avete tutti i torti. Diciamo che sto unendo una pausa imprevista con una prevista, che spero di tornare riposata, che ho un sacco di progetti per il blog, e che no, sono ben lontana dal chiudere i battenti e darvi il ben servito…

 

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If you’ve been wondering where I ended up to – I’m sorry about that. Let’s say that the blog had an unexpected pause, followed by a ‘half-planned’ one. I’ll be back soon, relaxed and with a lot of ideas for this blog; don’t worry, I’m definitely not close to give up…

 

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…e se il blog, come la Newsletter, questo mese risentiranno un po’ della mia assenza, sappiate che resto attiva su Facebook, Twitter e Instagram, e che bene o male mi sono ritagliata il tempo per preparare un nuovo progetto con il cartone delle uova. Lo trovate questa settimana su Cucicucicoo, un blog che adoro e che seguo da tantissimi anni; per cui, oltre a scoprire come creare le fatine dei fiori, v’invito senz’altro a farvi un giro tra i tantissimi tutorial proposti… e per chi non sa cucire ci sono perfino delle chiarissime lezioni per imparare!
Vi ricordo anche che Lisa è stata due volte ospite di Mammabook in occasione dell’iniziativa Riciclo Creativo per Bambini (che ora prosegue su Facebook) con due utilissimi tutorial: uno su come trasformare i vestiti dei bambini ormai troppo corti in capi estivi (la prima parte è dedicata alle magliette e ai calzini, la seconda ai pantaloni) e uno su come cucire un pigiamino utilizzando due magliette da grandi… e la cosa più bella è che non avrete nemmeno bisogno di attaccare l’elastico ai polsini! Buona lettura!
If the blog, just like the Newsletter, is going through a little break, please keep in mind that I’m always active on FacebookTwitter and Instagram, and that I even found the time to work on a new creative recycling project. You can find it this week on Cucicucicoo, a blog which I adore that I’ve been following for a really long time; that’s why, after reading the DIY about the
flower fairies, I recommend you to have a look at the thousand of projects Lisa wrote… and if you’re not able to sew, on Cucicucicoo you’ll even find some really clear free online lesson to learn!
In the past years Lisa has been my guest here on Mammabook, participating at the initiative Creating Recycling for Kids (now available on Facebook) with two great tutorials: the first one on how to transform the now-too-short winter clothes of your kinds into summer clothes (the first part is dedicated to shirts and socks, the second to pants), and the second one on how to make a pj out of two big shirts… and the best part is that you won’t need to sew the elastic on the sleeves! Have fun!

 

Collaborazioni creative… arrivano gli imbambolati! – Our first sets in collaboration with Faccio e Disfo

Mi piace pensare che ci siamo inventate, in tre, quasi contemporaneamente, una nuova frontiera dell’handmade: non solo il pezzo unico irriproducibile, ma addirittura il pezzo unico in collaborazione, creazioni uniche combinate tra due artigiani.
I am so proud to show you what was born from my collaboration with my friend Rita, the artisan of Faccio e Disfo. No matter the distance, Rita and I love to chat, dream, play (do you remember when we hang our dollhouses?), and now even to create together. We share part of our imaginary world, and so we decided to take her pegdolls, and give them a house in one of my stones… what do you like better: the castle, Agrabah or Alice in Wonderland?
The sets will be soon available in my Etsy shop, don’t miss them!

 

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Certo, non si può decidere di collaborare con chiunque. Serve amicizia, tanta fiducia (nessuno ha voglia di mollare tutto a metà progetto, né di spedire altrove oggetti che potrebbero non essere risarciti), e prima di tutto questo serve un universo immaginario in comune.
Rita, di Faccio e Disfo, e io – sono fortunata lo so – condividiamo tutto questo, malgrado la distanza e il fatto che ancora purtroppo non siamo riuscite a incontrarci al vivo. Scherzare con lei è un piacere, giocare con lei è un piacere (vi ricordate quando abbiamo attaccato le case delle bambole al muro?), creare con lei è un piacere. Rita è una creativa di quelle autentiche, entusiasta, una persona che sa guardarsi intorno, che ha voglia di imparare e andare oltre, di dare vita a idee e oggetti nuovi.

 

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Sono entusiasta di parlarvi finalmente del nostro progetto comune. Non solo ho avuto la fortuna di vedermi arrivare inaspettatamente una delle primissime #myselfie, ora sono diventata addirittura l’ ‘architetto’ dei suoi imbambolati!
Siamo andati a cercarli tra le storie che più amiamo, gli abbiamo dato corpo e casa: storie fantastiche di cavalieri, draghi malvagi e principesse intrappolate in un castello, storie orientali, di amori incredibili e misteriosi, e poi ancora il mondo folle di Carroll, tra conigli ritardatari e donne sempre troppo grandi o troppo piccole per far quello che vogliono (ok, questa l’ho rubata a Lella Costa).

 

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Abbiamo chiaccherato, sognato, misurato e dipinto. E poi gli imbambolati hanno preso il primo volo e io mi sono ritrovata tre universi in miniatura sul tavolo del salotto e non riuscivo a staccargli gli occhi di dosso. Sono bellissimi, ci siamo riuscite. E vi dico con tutto il cuore che se dovessi scegliere un set da tenere qui con me, non saprei scegliere.
La possibilità di scegliere la avrete voi, tra qualche giorno, quando i set saranno disponibili nella boutique ALittleMarket di Faccio e Disfo, e nel mio negozio Etsy. E chissà, se avranno successo potremmo anche decidere di replicare…